«Professionalità, cultura del servizio e concretezza sono “linguaggi” che non conoscono frontiere e superano qualsiasi nazionalità»

 

Dorsale Acquedottistica Belfiore - Lonigo

 

Location: Belfiore, Arcole, Lonigo (Provincia di Verona e Vicenza)

Committente:  Acque Veronesi s.c.a.r.l.
Tipo di incarico: Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione
Periodo di esecuzione dei servizi:  2018
Importo dei lavori: € 16.800.000

 



L’opera complessiva è stata divisa in 3 lotti distinti:

•Lotto 1 – Campo pozzi, vasca, impianto di sollevamento e tratto in linea DN600
•Lotto 2 - Tratto in linea DN1000 Belfiore - Arcole
•Lotto 3 - Tratto in linea DN1000 Arcole – Lonigo.

Il progetto prevede la costruzione delle seguenti opere:

•Realizzazione di una centrale di produzione idrica per l’approvvigionamento di una quantità d’acqua pari a 250 l/s;
•Costruzione di una linea di adduzione dal nuovo centro di produzione idrica alla esistente vasca-serbatoio e centrale di pompaggio in rete nella zona Madonna di Lonigo.

Centrale di produzione idrica
La nuova centrale di produzione idrica sarà realizzata su un’area in aperta campagna ubicata in territorio del comune di Belfiore (VR), circa 3 km ad ovest del capoluogo comunale, in prossimità di località Bova, in un’area di estensione circa 4 ha, identificata dagli estremi catastali comune di Belfiore, foglio 15, mappali 17, 18, 80.
L’area si sviluppa in direzione nord-sud, presenta forma trapezoidale rettangolare spezzata, è delimitata ad ovest dal rilevato arginale maestro dell’Adige, ad est dal corso del canale Fossa Balbi; ha dimensioni di circa 350 m in direzione nord-sud e poco più  di 100 m in direzione est-ovest.
L’intervento consiste nella terebrazione di 6 pozzi di approvvigionamento ripartiti nell’intera area secondo criteri di ottimizzazione idro-geologica degli attingimenti; i sei pozzi presentano in superficie un manufatto avanpozzo in calcestruzzo di dimensioni interne in pianta 2,50x3,00 m ed altezza interna netta di 1,50 m, chiuso in superficie da una botola in metallo; questi manufatti sporgono esternamente alla superficie del terreno per circa 30 cm.
Il manufatto di accumulo e rilancio in rete dell’acqua approvvigionata presenta un fronte allineato in direzione est-ovest, ortogonale all’argine dell’Adige, costituto da due corpi adiacenti:
-la parte con fronte in vista ospitante i vari locali tecnici, di dimensioni 70,00 mt in lunghezza e 10 m di larghezza, con altezza interna netta di circa 4,00 m, salvo la parte centrale di lunghezza 30 m, che viene approfondita nel terreno per consentire un incremento di altezza utile a circa 9,00 m;
-la retrostante parte adibita ad accumulo idrico, costituita da 3 vasche indipendenti  adiacenti, di lunghezza complessiva di 52,00 m , larghezza 22,00 mt ed altezza variabile da 5,00 a 7,50 m.
L’intero manufatto viene previsto realizzato parzialmente interrato, con un unico fronte (quello dei locali tecnici) in vista; i rimanenti lati vengono rinfiancati e la copertura ricoperta, con terreno proveniente dagli scavi sul posto; l’altezza fuori terra della parte in vista è di circa 4,50 m, con quota di coronamento a 33,00 msm.m., emergente per circa 1,50 m rispetto alla quota di coronamento del rilevato arginale. La parte superiore del fronte in vista verrà equipaggiata, con barriera di contenimento metallica per garantire la sicurezza del personale e dei mezzi utilizzati per la manutenzione del verde sopra il manufatto.
L’intera area del centro di produzione idrica verrà recintata, per ragioni di sicurezza e di rispetto normativo, con rete a maglie romboidali plasticata.
Le parti più settentrionale e meridionale dell’appezzamento di terreno, non direttamente interessate dai lavori, o marginalmente interessate dalla realizzazione dei pozzi, manterranno il loro utilizzo attuale a coltivazione frutticola; la parte centrale dell’area sarà interessata, oltre che dalla costruzione del manufatto sopra descritto, dalla realizzazione delle seguenti opere accessorie:
-    nuova viabilità locale di accesso all’area con piazzali di sosta e di manovra per un’estesa complessiva di circa 3.000 mq. Queste superfici verranno finite con inerte stabilizzato;
-    viabilità secondaria di accesso ai pozzi e di manovra presso gli stessi, con stradine di larghezza 5,00 m, anche queste finite a stabilizzato;
-    un bacino di laminazione delle acque piovane, per il mantenimento dell’invarianza idraulica dell’intervento, di estensione in pianta di circa 700 mq, profondità del fondo di circa 1,50 m rispetto al circostante piano del terreno finale  sistemato;
-    cancello di accesso viabile e pedonale in acciaio zincato stampato, con relativa area di manovra e sosta provvisoria;
-    nuovo ponticello sulla Fossa Balbi per l’accesso da via Bova. Le dimensioni in pianta saranno di circa 13,00 x 8,00 m, escluse le rampe di invito. Tale ponticello sarà realizzato in elementi di calcestruzzo prefabbricati appoggianti su spalle fondate su pali trivellati. Sarà dotato di cordoli laterali sui quali verranno montate barriere contenimento stradale.
Il terreno dell’area del serbatoio verrà risagomato per ragioni operative e di sicurezza idraulica.
E’ prevista un’attenta opera di ricomposizione a verde delle varie aree oggetto di intervento e di camuffamento del fronte manufatto in vista.

Linea di Adduzione Acqua
La condotta di progetto è costituita da un primo tratto in partenza dalla centrale di produzione del diametro di 600 mm, per una lunghezza di circa 5.700 m e da un secondo tratto di diametro DN 1000 mm di lunghezza 12.000 m circa; interessa il territorio dei comuni di Belfiore, San Bonifacio ed Arcole in provincia di Verona e Lonigo in provincia di Vicenza.
Le tubazioni saranno in ghisa sferoidale con giunto a bicchiere, posate entro una trincea di scavo che avrà larghezza utile di 1,60 m per il tratto DN 600 e 2,00 per il tratto DN 1000; la profondità di posa dovrà garantire una copertura minima delle tubazioni di 1,50 m rispetto all’estradosso superiore, salvo il tratto iniziale della tubazione DN 600 mm lungo via Bova, per il quale la profondità di ricoprimento minima viene prevista in 1,20 m.
Gli attraversamenti dei corsi d’acqua principali saranno realizzati o mediante trivellazione in sotterraneo (microtunneling o T.O.C.) in funzione delle specifiche esigenza o, per i corsi d’acqua minori, preferibilmente mediante scavo a cielo aperto previa realizzazione di ture locali ed utilizzo di pompe per la gestione ed il controllo dei flussi idraulici superficiali.
Durante il corso dei lavori per questi attraversamenti sarà necessario occupare delle superfici a margine delle aree di posa, quantificabili come segue:
•    per la T.O.C. di attraversamento del torrente Alpone circa 2.000 mq sul lato in sinistra idraulica (lato di spinta e tiro) e circa 2.500 mq sul lato in destra idraulica, considerati anche gli spazi necessari per la preparazione della tubazione da infilare nel cunicolo di trivellazione;
•    per gli attraversi con microtunneling o con scavo a cielo aperto circa 500 mq sul lato della fossa di spinta o di preparazione del pezzo speciale di attraversamento, circa 200 mq sul lato opposto.

Per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento del progetto, si sono scrupolosamente rispettati i Contenuti Minimi prescritti dall’Allegato XV del D.lgs. n. 81/08 e s.m.i.., sviluppando particolarmente i seguenti aspetti:

a)       Scelte progettuali ed organizzative che hanno consentito di ridurre al minimo i rischi derivanti dall’esecuzione delle lavorazioni;

b)      Pianificazione delle zone di lavoro e dei tempi di realizzazione delle lavorazioni;

c)       Programmazione delle fasi e sottofasi di lavoro;

d)      Studio dei mezzi di protezione collettiva;

e)      Riduzione al minimo del rischio di annegamento dovuto alla particolarità del livello della falda freatica nelle aree di lavoro;

f)        Valutazione dei costi della sicurezza.

In merito alla definizione delle scelte progettuali ed organizzative dell’intervento, sono state adottate diverse tecniche costruttive e tecnologiche quali:

-        l’adozione del sistema microtunneling nelle tratte di condotte più profonde e di sottopasso ad opere idrauliche significative;

-        l’adozione del blindaggio per gli scavi ove gli aspetti geologici e geotecnici rilevati del terreno e la presenza di falda non consentivano di eseguire trincee di scavo con pareti in pendenza;

-        l’adozione di palancolati in acciaio, e sistemi di emungimento della falda per gli scavi più profondi.

Per quanto concerne la pianificazione ed organizzazione delle lavorazioni, l’intero intervento è stato suddiviso, come da progetto, in tre distinti lotti che saranno realizzati contemporaneamente, pianificando per ognuno: almeno n. 1 cantiere base (che garantisca approvvigionamenti di materiale per almeno una settimana lavorativa ai cantieri mobili in linea) e almeno n. 1 sottocantiere (che garantisca approvvigionamenti di materiale per almeno n. 2 giorni lavorativi). Per ogni cantiere e sottocantiere è stata prevista l’alimentazione con una propria viabilità di accesso appositamente verificata in loco e con eventuale realizzazione di nuove piste di cantiere. Inoltre, è stata prevista l’esecuzione dei lavori su due cantieri mobili contemporanei in ogni lotto di intervento, alimentati con piste di servizio sempre affiancate agli scavi in esecuzione.

È stato particolarmente dedicata importanza allo studio dei mezzi di protezione collettiva, a causa della forte presenza di linee elettriche aeree insistenti nell’area, prevedendo l’installazione di portali di protezione al fine di garantire il transito in sicurezza dei mezzi d’opera (posti in numero di almeno 2 per ogni attraversamento di ogni linea) ed ai lavori da eseguirsi in ambiente a sospetto inquinamento o confinati prescrivendo l’utilizzo di tripodi e gru di salvataggio e personale abilitato.

   




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